IDENTITÀ

TERRANOVA società cooperativa sociale A Onlus (s.r.l.)

Sede legale: Calle Corona, 2 - 34072 Gradisca d’Isonzo (GO)

Sede operativa:

Via San Francesco, 13 - 34070 Turriaco (GO)

P. IVA - CF: 01120900319

R.E.A. GO 73430

Albo Nazionale Cooperative: A208033

Registro FVG Prod. Lavoro n. 4444 Sezione Sociali n. 4445

Data costituzione atto notarile rep. n. 10971 dd. 11/08/2010

Aderente alla Centrale cooperative UE.COOP n. 02078/03.04.13

Presidente: Paola Gandin

Vice-presidente: Giuseppina Maggiore

Consigliera: Cristina Bassi


Cronologia e storia di una cooperativa di donne per il sociale

La cooperativa sociale Terranova nasce nel 2010 da un gruppo di dieci donne e da un progetto Pari Opportunità dell’associazione di volontariato “La que sabe”, dalla quale arrivano l’ispirazione etica, la vocazione sociale e l’attenzione alla flessibilità rispetto alla conciliazione dei tempi lavoro-famiglia delle donne. In questi sette anni di vita Terranova si è contraddistinta per l’approccio critico al mondo dell’assistenza, inteso, anche dalle Istituzioni, come mercato e snaturato del suo aspetto fondante: la comunità. Abbiamo quindi proposto al territorio progetti per potenziare lo spirito di comunità, incentivare la cittadinanza e l’invecchiamento attivi e prevenire solitudini/depressioni/dipendenze, per diffondere il mutuo-auto-aiuto, il rispetto fra le generazioni e l’educazione alla pace.  Il nostro motto è sempre stato: “Il cuore nell’assistenza” che vuole evidenziare l’approccio umano prima che professionale. Nel settembre 2014, grazie all’adesione al Consorzio Fhocus, la cooperativa ha ottenuto l’accreditamento presso gli Ambiti dei Servizi sociali dell’Alto e del Basso Isontino e si è finalmente inserita nel circuito dei Piani di Zona. L’esperienza maturata sul territorio del Basso Isontino ci ha mostrato anche quelle che sono le criticità nel mondo dell’infanzia, in particolar modo, fra i bambini con disabilità psichiche e ci ha fatto intraprendere un percorso di formazione, intervento e mobilitazione intorno al mondo dell’Autismo infantile, a partire dal convegno “Bambini difficili o speciali?, nel 2014. Sostanzialmente dal 2016 abbiamo delimitato il nostro raggio d’azione ai settori dell’assistenza domiciliare, i nidi familiari ed il mondo dell’Autismo, così come di seguito dettagliato.

Attività 2017

Area Infanzia

Servizio Educativo Domiciliare 3-36 mesi

“Casa dolce casa” Gorizia

“Pika Poka” Gorizia

“Come d’incanto” Polazzo-Fogliano Redipuglia (GO)

Centro estivo “E..state sereni” per bambini con disturbi dello spettro autistico

Analisi comportamentale applicata ABA per bambini/e e ragazzi/e con la Sindrome dello spettro autistico

Sostegno educativo adolescenti con disabilità intellettiva

Area Terza Età / Disabilità

Assistenza domiciliare (igiene personale, preparazione pasti, pulizie, compagnia, accompagnamenti)

“In attività” Ginnastica in carrozzella presso il CISI Consorzio Isontino Servizi Integrati - Alto e Basso Isontino

Laboratori di composizione floreale “Bouquet di abbracci” presso Residenza per anziani “Corradini”

Area Comunità:

Orto sociale della Resilienza a Ronchi dei Legionari (GO)

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MISSIONE E VALORI DI RIFERIMENTO


Oggetto sociale

Per il raggiungimento dei propri scopi sociali e mutualistici, la cooperativa ha come oggetto la gestione, stabile temporanea, in proprio o per conto terzi, di servizi socio-assistenziali, sanitari, riabilitativi, infermieristici, educativi, culturali e ricreativi rivolti ad adulti, minori, anziani, diversamente abili e persone in condizioni, od a rischio, di emarginazione e/o disagio sociale In particolare, e solo a titolo indicativo, la cooperativa persegue il proprio scopo sociale

attraverso l'organizzazione, la prestazione, la gestione, la promozione ed il sostegno di:

a) servizi di accompagnamento, trasporto ed assistenza domiciliare, flessibili, differenziati ed in rete, a favore delle famiglie e dei singoli, in particolare con a carico minori, anziani e diversamente abili;

b) servizi di accompagnamento, trasporto ed assistenza agli anziani ed alle persone diversamente abili, sia in sede che presso ospedali, case di cura, case di riposo, residenze protette ed assistenziali, centri di riabilitazione, centri diurni e residenziali di accoglienza e socializzazione;

c) servizi di accompagnamento, trasporto ed assistenza ai minori, anche diversamente abili, sia in sede che presso ospedali, case di cura, strutture residenziali intermedie, centri diurni, centri estivi, soggiorni climatici, altre strutture di carattere educativo, ricreativo e formativo;

d) asili nido, scuole materne, scuole di istruzione primaria, giardini per l’infanzia e centri per l'infanzia comunque denominati e altri servizi integrativi nonché l’erogazione di servizi educativi a favore dei minori in genere e dei minori in situazione di disagio in particolare;

e) altri servizi educativi ed assistenziali per l’infanzia, quali babysitteraggio a domicilio, doposcuola, ripetizioni individuali ed in gruppo e trasporto protetto;

f) servizi di assistenza domiciliare, di servizi sociali e socio - sanitari a favore di tutte le persone svantaggiate, in particolare di minori, anziani, invalidi fisici psichici e sensoriali, disadattati e di tutte le altre persone in stato di disagio sociale/devianza, come definite dalle vigenti disposizioni di legge nazionali e regionali;

g) politiche rivolte alla Terza età, che favoriscano un invecchiamento attivo capace di valorizzare ogni persona come risorsa, contrastando tutti i fenomeni di esclusione e discriminazione verso le persone anziane, mediante la programmazione di interventi coordinati negli ambiti della protezione e promozione sociale, del lavoro, della formazione permanente, della cultura e del turismo sociale, dello sport e del tempo libero, valorizzando il confronto e la partecipazione con le forze sociali e l'interazione generazionale.

La cooperativa, sussidiariamente alle attività di cui sopra, si propone altresì di:

a) attuare un servizio di supporto psicologico, pedagogico e giuridico alle famiglie tradizionali e monoparentali, favorendo la nascita di gruppi di auto-aiuto;

b) promuovere e realizzare iniziative culturali, eventi, seminari, convegni, dibattiti, tavole rotonde, workshop, nonché siti web e reti di lavoro e di scambio informativo;

c) contribuire con opportune convenzioni alle iniziative di enti pubblici e di enti privati, analoghe ed affini agli scopi della cooperativa stessa;

d) attivare e coordinare una Banca del Tempo ed un Gruppo di Acquisto Solidale nella rete locale (estratto dallo Statuto)


Valori sociali di riferimento e principi etici

Nel nostro statuto lo scopo sociale è così descritto: “La cooperativa, è retta dai principi della mutualità prevalente previsti dagli articoli 2512 - 2514 del codice civile e si propone di perseguire l'interesse generale della comunità alla promozione umana ed all’integrazione sociale dei cittadini attraverso la gestione di servizi educativi e socio - sanitari ed assistenziali ai sensi della Legge 8 novembre 1991 n. 381, e successive modificazioni ed integrazioni, e delle leggi regionali applicative, favorendo altresì il rispetto, l'integrazione e l'armonia fra gli esseri umani e tra questi e la natura.”

Evidenziamo queste ultime parole perché sono quelle che vanno al di là della definizione scientifica condivisa da tutte le cooperative sociali, che per loro natura perseguono l'interesse generale della comunità.

Ma oggi il mondo dell'assistenza sociale necessita di una profonda riflessione e rivisitazione che forse, noi donne, riusciamo a porre non solo da un punto di vista tecnico ma anche e soprattutto dal punto di vista del cuore.

Tra le varie emergenze che affliggono il mondo dei nostri tempi, senz’altro ne possiamo riconoscere una sociale. Il “sociale” comprende la vita quotidiana di ognuno di noi, le relazioni che abbiamo con gli altri, con la nostra famiglia, con le organizzazioni ufficiali e le aggregazioni informali, con le istituzioni. In una parola potremmo dire che “il sociale” si riferisce alla vita spicciola, concreta e localizzata, fatta da una parte di relazioni interpersonali con amici, parenti, conoscenti e dall’altra dalle relazioni con l’ambiente naturale in cui viviamo. Il sociale è forse l’unica vera nostra realtà di persone, ma il continuo richiamo alla globalità, alla tecnologia, a modi e tempi di vita distanti dai nostri bisogni, ci impoveriscono del contatto con gli altri esseri umani e con la natura. La degradazione del “tessuto sociale” comincia a presentare il conto ed è a volte un conto salato per le amministrazioni del territorio. Il nostro mondo super tecnologico e sconnesso dagli ambienti naturali è impregnato di solitudine, di conflitti familiari e lavorativi, di incomunicabilità inter-generazionale e inter-culturale. Talvolta quando si sta male non sI riescono più a trovare amici o parenti in grado di ascoltarci per alleviare le nostre inquietudini e si è costretti a ricorrere agli specialisti anche per quello. Chi lavora sul campo si rende facilmente conto che il disagio sociale, fatto di mille voci e di mille sguardi, non è affrontabile soltanto con servizi più o meno istituzionalizzati che rispondono al bisogno, ma piuttosto con un lavoro di ricucitura delle reti naturali di sostegno sociale (il vicinato, la solidarietà di quartiere), il rinforzo di stili di vita salutari connessi all’ambiente naturale, la promozione di una cultura della cooperazione, dell’accoglienza e della pace. Una soluzione possibile potrebbe essere quella di non tentare sempre di rispondere a un problema esclusivamente attraverso l’intervento di esperti o servizi qualificati, con evidenti e

insormontabili problemi di dimensionamento delle risorse, ma investire direttamente sulla formazione della popolazione. Rendere la gente in grado di auto-organizzarsi, auto-aiutarsi, auto-prevenire, attivarsi per il reperimento delle risorse necessarie al benessere dei membri della piccola comunità. Alcuni autori chiamano questo processo l’empowerment della comunità, cioè il passaggio dalla necessità di assistenza alla capacità di azione, al poter fare.

Dunque l’idea nuova che si fa sempre più strada è formare la gente, metterla in grado di tessere naturalmente delle reti di sostegno e di produrre un contesto umano più vitale dove il disagio individuale trovi al tempo stesso un ostacolo nel generarsi e un aiuto nell’essere gestito. Ma come si fa a realizzare una trasformazione del genere su gruppi di persone?

Certamente non è cosa che si può fare in un’aula con lavagna e quaderni.. È qualcosa che va scoperto sperimentandolo direttamente in una comunità che già ha radicate in sé queste caratteristiche. Occorre moltiplicare i luoghi di liberazione della creatività e di generazione della fiducia. E’ con questo spirito che la cooperativa sociale femminile Terranova nasce e si pone come una possibile realizzazione di percorsi formativi per rigenerare nei gruppi umani l’entusiasmo verso

la vita, la solidarietà e il contatto con la natura. Tale approccio fa sì che il valore dominante non sia il successo, il profitto o l’efficienza, ma il benessere e la realizzazione degli individui, della comunità e dell’ambiente naturale visti come un tutt’uno. Per questo diciamo che ci sono sei principali motivi per radicare e sviluppare i nostri progetti e per creare benessere:

1. L’immersione nella Natura

2. Il tempo comunitario: dalla routine al rituale creativo..

3. Il clima sociale: caldo, allegro, accogliente, non giudicante

4. Il lavoro come fonte di piacere e di socializzazione

5. La coltivazione dell’orto: le radici della vita

6. I percorsi di sviluppo del potenziale umano


                                                                    Terranova aderisce a

                                                      L'orto sociale biologico aderisce a

                                                    Associata alla Centrale cooperative